Le persone so complesse: hanno lati che non conosci, c’hanno comportamenti mossi da ragioni intime e insondabili dall’esterno. Noi vediamo solo un pezzetto piccolissimo di quello che quello c’hanno dentro e fuori. E da soli non spostamo quasi niente. Semo fili d’erba, te ricordi?
Sai? Non avrei mai pensato di scrivere questo articolo qui, su Scratch. Non tanto perché tu sia una pippa a fare foto (tranne per quel piccolo, insignificante dettaglio del bianco e nero sugli scatti ai murales, che sono notoriamente bombe di colore, mannaggia al tuo daltonismo), e nemmeno perché io pensi che questo blog sia il posto sbagliato su cui scrivere una notizia del genere (al contrario, è da qui che è iniziato tutto). E’ che, a dirla tutta, siamo due coglioni. Siamo due coglioni perché sono anni che millantiamo di andare assieme al Festival della Fotografia Etica di Lodi a fare quello che ci piace di più (i frikkettoni di sinistra che, con gin tonic d’ordinanza in mano, si scannano su chi votare alle prossime politiche inframmezzando con commenti epici a foto che Alberto Korda scansate. Che, in fondo, è stato più o meno lo stesso copione di tutti i nostri World Press Photo). Eppure, non l’abbiamo mai fatto.
Ora, però, quel momento è arrivato. E, ben più di altre volte, ho un’occasione davvero speciale per andarci: partecipare alla tua prima mostra, personale e inedita, con foto di un viaggio che mi hai raccontato in tutte le salse qualche anno dopo il master. Un viaggio letteralmente dall’altra parte del mondo, in posti che avevo sentito nominare solo nelle fiabe. Quando me l’hai detto, nel 2017, ho pensato solo una cosa: sei il solito fulminato ad accollarti un viaggio infinito fino a Kathmandu, in una terra dove nessuno parla una lingua comprensibile a noi europei. Per poi fare cosa? Foto ai cani randagi. I tuoi amati, zozzissimi cani randagi. E invece, come sempre, a modo tuo, anche in quell’occasione avevi ragione tu: perché Anima Randagia è oggi una collezione, esposta dal 24 settembre al 23 ottobre prossimi al circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi, a fianco di altri talenti e amici (come WallsOfMilano).
Congratulazioni, dunque, amico mio: finalmente, e non senza l’indispensabile aiuto di persone che ti vogliono bene, sei diventato soldato di prima linea di un evento a cui hai sempre partecipato nelle retrovie, dall’altro lato della barricata. E finalmente, oggi, al Festival della Fotografia Etica di Lodi io ci vado con te.

