01/07/2026
Alla Repubblica di San Marino torna “Buone Nove” 2. E quest’anno ci siamo anche noi!
In Italia, News | Clara Amodeo
C’è una buona novità nell’aria. Anzi no, ce ne sono addirittura nove, per la seconda volta in due anni. “Buone Nove”, il festival di arte pubblica per la Repubblica di San Marino, ideato e curato da Davide Pagliardini (visual designer, agitatore culturale, sammarinese doc), è infatti giunto alla sua seconda edizione. Il format è semplice e potente: 9 artisti, 9 castelli. Ogni Castello della Repubblica (in sammarinese il termine indica le circoscrizioni del territorio, non necessariamente strutture difensive) ospita un’opera murale permanente site-specific, pensata per dialogare con il luogo, con la sua identità, con i suoi abitanti. Nella prima edizione, nel 2025, sono stati realizzati 9 murales. Quest’anno se ne aggiungono altri 9, per un totale crescente di 18 opere sparse su tutto il territorio. Un percorso plain air e aperto a tutti, che si costruisce anno dopo anno, castello dopo castello.
Gli artisti in campo per questa edizione parlano da soli: Pixa a Fiorentino, Enko4 a San Marino Città (all’uscita del parcheggio P9, nel collegamento con gli ascensori che portano in centro storico, mica male come posizione), Nic Alessandrini nel sottopasso di Borgo Maggiore, Zamoc a Faetano, Luogo Comune a Domagnano, Tellas a Serravalle, Truly Design a Chiesanuova, Darkam ad Acquaviva e infine lo stesso Davide Pagliardini a Montegiardino. Un cast che non sfigurerebbe in nessun festival internazionale. Anzi.
Qui entriamo in scena anche noi
E veniamo alla parte più personale di questa bella storia. Quest’anno, per la prima volta, Davide Pagliardini ha chiamato noi (nella figura di Clara) a scrivere il testo critico introduttivo della mostra “9X9 opere tra muri e pareti”, allestita alla Prima Torre con i lavori degli artisti dell’edizione 2026 e la documentazione fotografica dell’edizione 2025.
Quando ci è arrivata la richiesta, non abbiamo esitato un secondo: abbiamo risposto con entusiasmo, con partecipazione, perché crediamo davvero in Buone Nove (nel progetto, nell’approccio, nella visione che lo anima) e crediamo nelle persone che l’hanno reso possibile. Davide in testa, ma anche tutti coloro che attorno a lui hanno costruito qualcosa che funziona davvero sul territorio.
Nel testo abbiamo anche preso un po’ in giro la Repubblica: non potevamo farne a meno. È nella nostra natura di italiani limitrofi, rosiconi cronici di fronte a chi fa le cose meglio di noi pur avendo meno spazio e meno ossigeno. Ma quella bonaria ironia era anche una forma di affetto, e credo che Davide lo abbia capito benissimo.
Il 27 giugno eravamo lì
E poi, cosa ancora più bella, il 27 giugno siamo andati all’inaugurazione. Fisicamente lì, sul Titano, a fare la cosa che amiamo di più fare: stare in mezzo alle persone che amano l’Arte Urbana e parlarne.
È stato bellissimo. C’era un’atmosfera che è difficile da descrivere senza scivolare nel mellifluo, ma ci proviamo: calda, genuina, senza la patina di autoreferenzialità che spesso infesta le inaugurazioni nei contesti più blasonati. Belle persone, un profluvio di chiacchiere e confronti, idee che rimbalzavano da un capannello all’altro. E sì, ci siamo sentiti a casa. Che, per chi come noi gira l’Italia e non solo a inseguire murales e festival, è la misura più onesta di quanto valga un posto.
La mostra alla Prima Torre aggiunge una dimensione ulteriore al progetto: raccoglie i lavori degli artisti, li documenta, li restituisce in un contesto espositivo che permette di riflettere su cosa si sta costruendo, anno dopo anno, castello dopo castello. I bus tour guidati dedicati alle opere del 2025 (novità di questa edizione) fanno il resto, trasformando il festival in un percorso permanente e fruibile (ma che ve lo diciamo a fare, è il nostro pane quotidiano).
Poste San Marino ha persino emesso un francobollo. Un francobollo da 3,75 euro con nove chiudilettera che riproducono le opere della prima edizione. In un’epoca in cui tutto è effimero e destinato a scomparire dopo 24 ore di stories, c’è qualcosa di profondamente bello nell’idea che queste opere finiscano su carta da lettere.
Sì, lo ripetiamo: noi eravamo lì il 27 giugno e torneremo, vorremmo per tanto tempo ancora.
Ad maiora, Buone Nove!