01/07/2026

A Montespertoli nasce il festival FORME

| Clara Amodeo

FORME Banner Comunicato (1)

C’è un anemoscopio in piazza Machiavelli a Montespertoli: misura il vento da secoli, registra ciò che non si vede ma che da sempre accompagna e scandisce la vita del borgo. È da questa immagine che si plasma e nasce FORME, la prima edizione del nuovo festival di arte pubblica che dal 29 giugno fino a novembre 2026 trasformerà questo borgo del Chianti fiorentino in un museo a cielo aperto. Proprio come nuovo vento che attraversa il territorio, intercettando e mettendo in movimento energie, memorie e immaginari collettivi

Il progetto è del Comune di Montespertoli, realizzato in co-progettazione con A Testa Alta A.P.S. e con la curatela della Street Levels Gallery di Firenze grazie al sostegno di Fondazione CR Firenze. Prima edizione, ma con ambizioni da appuntamento stabile: l’obiettivo dichiarato è costruire qualcosa che si consolidi nel tempo, anno dopo anno.

Sette artisti internazionali, sette interventi site-specific, ciascuno sviluppato a partire da un tema specifico assegnato in relazione alla storia, alle tradizioni e al paesaggio del territorio. Il cast è di quelli che non capita spesso di vedere tutti insieme in un borgo di provincia: Thiago Mazza (Brasile), Luca Zamoc, Ufo Cinque, Manolo Mesa, Skan, Nelio (Francia) e Nespoon (Polonia).

I temi sono tutt’altro che decorativi. Mazza lavora sulla vite e sull’olivo, elementi identitari del paesaggio toscano tradotti nel suo linguaggio pittorico botanico e immersivo. Zamoc si immerge nella memoria rurale (la vita contadina, la produzione della paglia) di un’area storicamente centrale per l’agricoltura fiorentina. Ufo Cinque riprende il linguaggio delle mappe antiche e dell’araldica medievale attraverso la figura del Cavalier Errante, in cammino tra passato e presente. Manolo Mesa lavora sulla ceramica come tradizione artigianale diffusa nei borghi toscani. Skan dedica il proprio intervento a Cino Cinelli, ciclista e imprenditore nato proprio a Montespertoli, figura cardine nell’innovazione del design dei telai da bici. Nelio traduce in astrazione il paesaggio autunnale toscano: cipressi, filari, orizzonti. Nespoon porta infine la sua ricerca sul ricamo: non come ornamento, ma come pratica sociale collettiva, momento di relazione e appartenenza tra le donne del paese.

C’è una cura nella costruzione tematica del festival che va oltre la selezione degli artisti. Ogni opera è pensata per essere radicata, non generica. Il contrario del murale-riempitivo che non dice nulla di quel posto specifico.

Il processo che ha portato a FORME è altrettanto significativo del risultato. Già nel marzo 2025 il Comune aveva convocato un’assemblea pubblica aperta a cittadini e commercianti per raccogliere indicazioni sulle facciate da coinvolgere. Poi avvisi esplorativi, incontri di presentazione del progetto, un bando pubblico per la selezione del soggetto curatoriale, incontri con i proprietari degli edifici per condividere bozzetti e raccogliere osservazioni. Un percorso lungo, costruito sulla partecipazione reale, non sulla retorica della partecipazione.

Il festival si inserisce inoltre in un contesto di trasformazione più ampio: la riqualificazione e pedonalizzazione del centro storico di Montespertoli, che punta a ridisegnare le funzioni del capoluogo verso turismo, commercio e cultura. FORME è parte di questa visione, non un accessorio.

Ad aprire ufficialmente il 29 giugno è stato Thiago Mazza, già al lavoro con il suo intervento, visibile in progress per chiunque voglia passare a guardare. Il calendario dei live painting si svilupperà per tutta l’estate fino a luglio, con gli artisti che si succederanno sui muri del borgo.

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